Tributo prescritto? La P.A. paga anche le spese legali!

Una recente ordinanza della Corte di Cassazione mi dà l’occasione di parlare brevemente della prescrizione.

Come sappiamo tutti, uno dei difetti della nostra pubblica amministrazione è quello di non riuscire ad operare velocemente; i tempi di evasione delle pratiche sono spesso lunghi e i cittadini devono attendere molto (troppo) tempo per avere una risposta alle loro istanze.

Qualcosa di analogo succede anche quando la P.A. deve recuperare un credito.

Non è raro, infatti, che venga notificata ad un cittadino una cartella di pagamento relativa ad una multa o un tributo ormai prescritti.

In questi casi come ci si deve comportare?

Innanzi tutto, non si deve ignorare la notifica, confidando nel fatto che la P.A. non possa azionare un credito prescritto.

Infatti, la prescrizione può essere eccepita solo dal diretto interessato; quindi, se quest’ultimo resta inerte, la P.A. può legittimamente andare avanti.

Occorre dunque impugnare l’atto notificato, eccependo espressamente la prescrizione.

Infatti, proprio perché la prescrizione può essere eccepita solo dal diretto interessato, neanche il Giudice la può rilevare autonomamente; deve essere il soggetto che impugna l’atto ad eccepirla.

Alla fine del giudizio, se il Giudice accerterà che la prescrizione è effettivamente maturata, annullerà il provvedimento impugnato.

E le spese legali che il cittadino ha dovuto sostenere per presentare il ricorso?

Con la sentenza di accoglimento del ricorso il Giudice deve condannare la P.A. anche al pagamento delle spese legali.

Infatti, sia nel processo civile, che in quello tributario, la regola – che non si applica solo in pochi casi previsti dalla legge – è che la parte soccombente deve rimborsare alla parte vincitrice le spese legali.

Utilizzando questi principi, la Corte di Cassazione, con l’ordinanza n.8272/20, ha revocato una sentenza della Commissione Tributaria Regionale del Lazio, che, pur avendo accertato la prescrizione di un credito azionato nei confronti di un contribuente, aveva compensato le spese legali.

La Corte ha dunque ritrasmesso il fascicolo alla Commissione Tributaria Regionale, affinché quantifichi le spese legali dovute al cittadino.

Quindi, ricapitolando, se ci viene notificata una cartella o un altro atto che si fonda su un credito prescritto, dobbiamo impugnarlo tempestivamente; la sentenza di accoglimento del nostro ricorso, oltre ad annullare il provvedimento, ci farà recuperare anche le spese legali che nel frattempo avremo sostenuto.

Ovviamente le spese legali poste a carico della P.A. le pagheremo tutti noi contribuenti, ma questo è un altro discorso…

Avv. Mauro Sbaraglia

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