La legge prevede che per gli acquisti effettuati fuori dai locali commerciali (fuori dal negozio…) esiste il diritto di recesso, da esercitare entro 14 giorni.
Ci sono però delle eccezioni.
La sentenza n.25692/26 della Cassazione si è occupata del recesso esercitato da un signore, che aveva ordinato degli infissi su misura per il suo appartamento.
La Cassazione ha ricordato che in un caso come questo il recesso non è possibile.
Perché?
Perché “le prestazioni oggetto del contratto comprendevano la preparazione e la redazione di un laborioso progetto ad hoc per prodotti personalizzati e su misura, creato per uno specifico immobile e sulla base di peculiari richieste del cliente per i serramenti, che con tali peculiari caratteristiche andavano progettati, prodotti e consegnati”.
Quando il cliente non acquista un prodotto con caratteristiche e dimensioni standard, ma richiede delle lavorazioni per adattare il prodotto alle sue specifiche necessità, non si è più in presenza di una vendita, ma di un appalto e quindi non si applica la normativa sul recesso (che per l’appunto vale solo per le vendite).
Del resto, l’art. 59 del codice del consumo esclude espressamente il recesso, tra l’altro, in caso di “fornitura di beni confezionati su misura o chiaramente personalizzati”.
La ragione mi sembra evidente: se rimando indietro un prodotto standard, il commerciante potrà venderlo a qualcun altro; se invece rimando indietro un prodotto che è stato modificato per adattarsi alle mie specifiche esigenze, quel prodotto sarà sostanzialmente invendibile ad altri clienti. Consentire il recesso anche in quest’ultimo caso significherebbe esporre il venditore ad una perdita, che, in alcuni casi, sarebbe davvero molto (troppo) significativa.
Avv. Mauro Sbaraglia
